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Mind Your Time è un’applicazione che permette di stare bene con la tecnologia grazie alla tecnologia stessa.

La cornice teorica su cui poggia la proposta di Mind Your Time consiste nell’approccio innovativo del Media Well-Being: un processo in grado di favorire il benessere nell’interrealtà.

Con questa metodologia è possibile favorire il benessere ottimizzando l’interazione con i nuovi media.

In che modo?

Il Media Well-Being permette di divenire consapevoli del proprio uso dei nuovi media nella quotidianità, sviluppando strategie volte a gestirlo al meglio per quelli che sono i propri bisogni. Inoltre, favorisce una presa di coscienza grazie a cui valorizzarne gli aspetti positivi (come, per esempio, la possibilità di esprimersi facilmente, di accedere a contenuti arricchenti e di qualità…) limitando al contempo gli aspetti negativi (l’utilizzo passivo e automatico, il sovraccarico informativo, l’attenzione divisa…)

Definizione

Il Media Well-being è un processo lifelong volto alla promozione del benessere mediale e mediato, favorito da un uso positivo dei device. Tale processo è raggiungibile attraverso la graduale presa di coscienza del consumo di risorse, delle caratteristiche (punti di forza e punti di debolezza), delle emozioni e dei cambiamenti corporei connessi alla fruizione dei nuovi media.

In altre parole, tramite questo processo è possibile divenire consapevoli della relazione che intercorre tra sé e i device (smartphone, tablet…) scegliendo di prendersene cura e migliorarla.

Usare i Social Network, ad esempio, non impatta solamente sul pensiero ma anche su vissuto emotivo e postura, ed accorgersi della qualità di questa relazione è il primo passo da compiere per migliorarla.

L’ottica del Media Well-being è quindi di promozione del benessere in relazione ai nuovi media, così da non venire sopraffatti dalle nuove tecnologie prevenendo utilizzi disfunzionali (che possono arrivare alla dipendenza da smartphone e da social network).

il contesto che può favorire il benessere:

Come ci indica la ricerca scientifica, l’ambiente è in grado di favorire o meno comportamenti orientati al benessere.

Ad esempio, essere parte di un gruppo di amici che fumano (variabile ambientale) può favorire il fumare (comportamento); avere nel proprio paese un’associazione sportiva in cui si pratica lo sport che ci piace (variabile ambientale), può favorire l’iscrizione e la partecipazione alle attività (comportamento).

Allo stesso modo, la presenza nel nostro spazio dei nuovi device, per esempio avere lo smartphone sulla scrivania mentre si studia (variabile ambientale), ne suggerisce l’utilizzo (comportamento), rischiando di favorire una distrazione dal compito .

Ma i nuovi media fanno male o fanno bene?

I nuovi media possono avere effetti devastanti in diversi ambiti (attenzione e concentrazione, capacità di gestire le proprie emozioni, provare empatia e relazionarsi con gli altri), ma possono anche essere in grado di favorire esperienze positive.

La risposta, quindi, è: dipende.

Dipende dall’uso che se ne fa e dalla qualità della relazione che instauriamo con essi.

Esiste un continuum in cui ognuno di noi si pone nella quotidianità, non sempre allo stesso modo: il continuum del benessere digitale!

A destra del continuum è presente l’utilizzo positivo e virtuoso dei nuovi media. Nel caso in cui la qualità dell’utilizzo di nuovi media peggiori, ci si sposta verso un uso problematico (in cui magari si passa più tempo di quanto vorrebbe sui Social e si percepisce un’impulsività all’uso), fino a giungere nel caso estremo a una forma di dipendenza comportamentale da nuovi media (o new addictions). (Per saperne di più sulle nuove dipendenze, clicca qui).

L’ottica del Media Well-being è positiva e preventiva: pone infatti le basi per un rapporto positivo con la tecnologia che allontani da utilizzi disfunzionali o forme di dipendenze.

I processi del Media Well-being: benessere mediale e benessere mediato

Quando si parla di Media Well-being è essenziale distinguere due modalità di benessere digitale:

Il benessere mediale,

riguarda la qualità dell’interazione con il device: quanto il rapporto che abbiamo con smatphone e Social Network ci supporta positivamente e quanto, invece, ci distrae e ci allontana dai nostri bisogni?

Il benessere mediato,

invece, consiste nel grado in cui la tecnologia ci offre delle esperienze capaci di farci stare bene. I device, infatti, possono per sè mediare uno stato di benessere. Un esempio di questo sono le applicazioni come Mind Your Time, in grado di indurre empowerment psicofisico tramite contenuti multimediali, o l’utilizzo della realtà virtuale nella cura di ansia e anoressia.

L’approccio che si occupa di promuovere il benessere tramite i nuovi media è la Tecnologia positiva.

In questo video ti riassumo alcuni concetti importanti, di cui ho già iniziato ad accennarti, sulle relazioni tra benessere e tecnologie:

Autore: Dr. Federico Sopetti

Revisione: Dr. Mattia Minzolini